Il Premio Antenna d’oro a Roma: non solo televisione
La prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio si trasforma nel cuore pulsante del broadcasting italiano per la IV edizione del Premio Antenna d’Oro per la Tivvù. Sabato 31 gennaio 2026 torna il Premio Antenna d’Oro. Non è solo televisione, è il racconto del nostro tempo.
La kermesse torna a scuotere il panorama mediatico romano con un mix perfetto tra solennità istituzionale e glamour televisivo. Ideato dal giornalista e conduttore Fabrizio Pacifici e sostenuto con forza dall’On. Fabrizio Santori (Segretario d’Aula in Assemblea Capitolina), il premio si è ormai imposto come il “fratello televisivo” del celebre Microfono d’Oro, colmando un vuoto nel riconoscimento del merito catodico nella Capitale.
E poi c’è il Campidoglio: un palcoscenico che conferisce un’aura sacrale al lavoro quotidiano di chi sta davanti e dietro le telecamere.
La TV come bussola sociale: oltre il telecomando
In un’era dominata dallo streaming selvaggio e dai contenuti “mordi e fuggi”, l’edizione 2026 dell’Antenna d’Oro lancia un messaggio chiaro: la qualità non è un’opzione. “Il Premio non è solo una celebrazione del talento, ma un riconoscimento a chi usa il mezzo televisivo come veicolo di dialogo e coesione”, ha dichiarato l’On. Santori. In un contesto globale sempre più frammentato, il Campidoglio sceglie di premiare una televisione che sappia essere responsabile, inclusiva e capace di costruire ponti, trasformando l’informazione in un atto di responsabilità civile.
Chi salirà in Campidoglio?
Se le scorse edizioni hanno visto sfilare personaggi del calibro di Bruno Vespa, Enrica Bonaccorti, Tiberio Timperi ed Eleonora Daniele, l’attesa per i nomi del 2026 è altissima. La giuria di esperti sta ultimando la selezione di conduttori, attori, giornalisti e produttori che si sono distinti non solo per gli ascolti, ma anche per la capacità di innovare il linguaggio televisivo nel rispetto dell’etica professionale.
Perché è l’evento dell’anno: anche per la Gen Z
L’Antenna d’Oro riesce in un’impresa difficile: portare il “dietro le quinte” del piccolo schermo dentro la Sala della Protomoteca, uno dei luoghi più iconici di Roma. Non è solo una consegna di targhe e riconoscimenti, ma un laboratorio di idee dove la TV del passato (quella dei grandi maestri) incontra le sfide del futuro e dell’intelligenza artificiale applicata ai media.
Roma si prepara a riflettere la sua luce sulle icone della TV, confermandosi ancora una volta “Capitale del dialogo e della cultura”.
Alessandra Paparelli