La Costituzione non applaude

Nel corso di un incontro pubblico a Genzano di Lucania (Potenza), il deputato Aldo Mattia (FdI) arringava: “Affrontiamo questa settimana di campagna elettorale, avete gli argomenti per poter discutere ma se non dovesse servire, utilizzate anche il SOLITO sistema clientelare…” Col sistema clientelare il voto non viene orientato da convinzioni politiche o dal merito delle proposte, ma da debiti di favore personali, legami familiari o promesse di future utilità, ed è paradossale chiedere ai cittadini di esprimersi su una riforma costituzionale (atto tra i più solenni della democrazia) attraverso meccanismi che negano la libertà del voto.Lasciano di stucco l’applauso della platea presente e la spavalda immoralità con cui si normalizza pubblicamente qualcosa che mina le fondamenta del voto libero, proprio in un momento in cui il voto impatta sull’integrità della Costituzione. Qualcosa non torna e la mente fatica a elaborarlo, ma non è ingenuità. Esiste in noi un’ aspettativa ragionevole di civiltà minima, e quando quella aspettativa viene violata in modo così esplicito, la reazione naturale è lo stupore. Affermazioni squallide generano quella che i ricercatori chiamano moral fatigue — una stanchezza che deriva dall’essere continuamente esposti a comportamenti che si percepiscono come sbagliati, pur senza vedere conseguenze proporzionate. Si finisce per chiedersi: vale la pena continuare a indignarsi? C’è anche una dimensione di isolamento: è possibile che non tutti vedano quello che io vedo, o che a molti non importi? E l’applauso della platea amplifica questa sensazione! Perchè non è solo un politico che sbaglia: è un pezzo di società che approva. La rabbia improvvisa passa, lasciando il posto alla lucida consapevolezza che qualcosa è storto, e che la stortura ha radici profonde, come il peso sullo stomaco di un cibo indigesto; perchè il clientelismo non è nato ieri, cresce ogni volta che una piccola stortura non ha avuto conseguenze ma ha preparato il terreno per la successiva. L’assuefazione avviene lentamente, nella culla dell’indifferenza…Quando il politico non si percepisce come servitore di una comunità ma come gestore di reti personali, il passo verso il “solito sistema” è breve. Riuscire ancora a indignarsi, uscire di casa per andare e votare NO al referendum è una forma di integrità — significa mantenere dentro di sè un metro di giudizio che non si è lasciato erodere.