Laboratorio Verona

NASCE IL PRIMO LABORATORIO VERONESE DEL FATTO QUOTIDIANO

Ed ecco, anche a Verona, l’arrivo del primo Laboratorio del Fatto quotidiano!
Si tratta di un nuova progettualità, sempre legata alla galassia di iniziative del Fatto quotidiano, che questa volta mira a dare voce e un radicamento ai territori.
Dare voce ma anche dare un volto, mi verrebbe da dire, visto che uno dei motivi che mi ha spinto a perorare prima la causa dei Laboratori e poi a favorirne la nascita anche a Verona sta proprio nel bisogno di conoscere i singoli lettori e sostenitori che quotidianamente il Fatto lo leggono, lo comprano, lo trovano magari al bar o lo passano ad amici.
Un bisogno di riconoscimento reciproco e di condivisione di un punto di vista sul mondo, e sui fatti, che contraddistingue a suo modo – sempre scomodo – la redazione del Fatto quotidiano come pure la comunità dei lettori del Fatto quotidiano.
Una alterità, una diversità che può essere coltivata costruendo momenti di mutuo riconoscimento e di organizzazione di iniziative. Iniziative le più varie: da quelle più elementari quali circoli di lettura, raccolte fondi, punti distribuzione del Fatto, cene sociali, fino a eventi più complessi, quali azioni di intervento e trasformazione sociale: inchieste sociali comprese.
Insomma, i Laboratori puntano a rendere visibile e palpabile la presenza territoriale, locale, cittadina del Fatto quotidiano: a creare reti e dare corpo reale alla comunità dei lettori e sostenitori del Fatto quotidiano.
Ricordiamo che questi Laboratori mirano a tre obiettivi generali: 1) fare informazione, 2) fare formazione, 3) agire. “Fare informazione” significa non solo informare i propri cittadini, cioè diffondere le informazioni raccontate dal Fatto, ma anche partire dai propri territori per raccogliere quelle informazioni, intercettarle, recuperarle: informazione, quindi, come capacità di farsi antenne sul territorio. “Fare formazione” significa invece farsi soggetti di rielaborazione culturale, promuovere occasioni di riflessione e approfondimento più meticoloso, più scrupoloso e critico: formazione quindi come impegno culturale. Ed infine “azione” come capacità di traduzione in azioni concrete determinate sensibilità o prese di posizione, insomma farsi motore di cambiamento reale.
Attorno a queste tre aree si possono, si potranno organizzare anche a Verona le iniziative più svariate: le più fantasiose come le più intelligenti o – come ci piace – le più scomode.
La comunità del Fatto e la Fondazine non metteranno limiti all’irriverenza.
Giovanni Ceriani
Verona, 15 aprile 2026