Vasco Rossi, la riflessione di un addetto ai lavori

Il concerto di ieri nasceva già con tutti i crismi dell’evento. L’avesse trasmesso TeleBovinoPadana o la BBC, nulla avrebbe aggiunto, nulla avrebbe tolto alla forza di un fenomeno già da guinness solo per i numeri. Il concerto, punto, di Vasco. E, come accade in questi casi, è normale che le regole dello showbiz entrino in gioco. Avere concesso alla Rai solo parte della messa in onda delle canzoni è più che comprensibile, mettendo la rete nelle condizioni di dover pianificare la scrittura di una sceneggiatura, chiamiamola così, che potesse riempire i vuoti musicali imposti da regole contrattuali.

La parola rock, ripetuta fino allo sfinimento anche nei giorni precedenti all’evento, ha dovuto fare i conti con la sindrome da dopo festival, con il dietro le quinte televisivo che poco ha a che fare con il retropalco, il backstage colmo di bauli, il sudore dei tecnici che si affannano a stare dietro alla scaletta. Immagini di una iconografia che gli appassionati di Vasco, e del rock in generale, conoscono bene, e che forse, a quelli che erano sintonizzati per semplice curiosità, avrebbe fatto conoscere un mondo che, piaccia o non piaccia, ha un suo incontestabile fascino. Io, che ripeto, sono solo un umile addetto ai lavori, forse avrei lasciato che a raccontare l’evento fosse stato l’evento stesso, che ci avessero pensato le immagini girate nei giorni precedenti, il sound check, l’allestimento della ciclopica struttura, l’arrivo delle migliaia di fan sul posto e le loro emozioni.

Forse la retorica del rock, a volte anche banale, che è fatta di libertà, trasgressione, provocazione, andava tenuta a bada da qualcuno, in questo caso Bonolis (ma potevano essere anche Vespa o Conti in fondo…). L’occhio sgranato e la preoccupazione nel volto di chi sa che, pur essendosi concesso qualche parolaccia nel corso della diretta (fa trasgressivo, come la camicia), sta per arrivare il tradizionale topless delle fans sulle note di rewind e ciò potrebbe suscitare l’ira degli inconsapevoli benpensanti.

Foto da ilfattoquotidiano.it